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Quante Genova dovremo ancora vedere?

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Ancora una volta è successo: Genova è sotto l'acqua, sotto il fango. Metri di acqua, tonnellate di fango. Accade per l'ennesima volta... accade ogni anno... lo sappiamo, lo sanno, lor signori amministratori, ma... ogni anno la tragedia si ripete. Tragedie di persone che perdono le proprie case, distrutte dalla piena, il proprio lavoro, annichilito dal fango, i propri cari, portati via dalla furia dell'acqua...

Quest'anno l'amministrazione comunale se l'è presa con l'Assessorato Regionale alla Protezione Civile; questo ha incolpato anonimi “modelli matematici” che non hanno previsto cotante precipitazioni
La verità è che si dovrebbero per tempo dragare i letti dei torrenti, rinforzare gli argini, ripulire le foci. I soldi ci sono, ma si dice che la burocrazia li blocchi, come se la burocrazia fosse un essere senziente e non il frutto del lassismo umano. Ed allora ci si appella ai fantomatici “modelli matematici” o alla burocrazia, che tanto, quelli, non possono parlare, discolparsi, scaricare il barile delle responsabilità e delle colpe su altri. Sono anonimi ed inanimati, loro, i “modelli matematici”.

Ma la vera verità è un'altra, cari lor signori potenti di questa terra. La verità è che, a prescindere se vi siano o meno quei “modelli matematici”, se essi siano o meno affidabili, se ciò che andava fatto fosse stato compiuto per tempo, allora si sarebbe potuto fare a meno dei “modelli matematici”, della loro validità, della loro stessa presenza. Ma i “modelli matematici” sono un ottimo alibi per nascondere la vera verità: cioè che non conviene spendere per via ordinaria quei soldi stanziati. Piuttosto, meglio attendere l'emergenza ed agire in Piano di Emergenza: così i lavori possono essere attribuiti per chiamata diretta ad una tal ditta, senza passare attraverso i lacci e laccioli dei bandi di appalto... e chissà che la ditta in questione non si “ricordi” di voi, cari lor signori potenti di questa terra, nevvero?

E non è solo Genova. Mettiamoci anche L'Aquila, ieri uno splendore di arte e una meraviglia di architettura, oggi una città fantasma, abbandonata a se stessa, dove hanno cittadinanza solo le macerie del terremoto. Si, perché gli abitanti sono stati spostati verso la new town, sradicati dalle proprie abitazioni per vivere in alloggi del Piano C.A.S.E. che oggi sappiamo essere insicuri perché costruiti con materiali scadenti. Ancora una volta il frutto dell'attività dei potenti di questa terra e del loro operare in vigenza di Piano di Emergenza.

E quante Genova, quante L'Aquila sono sparse per tutta Italia? E quante ce ne dovranno ancora essere, quante ne dovrete o vorrete ancora vedere prima che possiate iniziare a vergognarvi, “gentili” lor signori potenti di questa terra?

Per l'amor del Cielo: fermatevi!!! Prima che sia (per voi) troppo tardi...