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La mala educazione

Essendo il nostro pensiero libero (e anche oltre) oggi fa un po’ come gli pare e butta giù due storie al cui centro, a suo sommesso parere, sta “la mala educazione (segue scritto in prima persona del pensiero libero).

Mi ritrovai qualche tempo fa a dissertare con dei buoni amici sul motivo per cui all’oggi tanto in basso si è caduti in tutti i settori. Com’è accaduto che sembra sia venuto meno quel comune senso del rispetto reciproco che tiene legata una società che si dica civile?

Sono giorni, mesi, anni che ascolto le litanie di ogni stagione, le parole inseguono le invettive nel denunciare un “mondo” che gira male, divagando su quello che non va e su ciò che dovrebbe andar colà piuttosto che così.

Dal politico alla nazione, dal paese al quartiere, dall’inciviltà al malaffare, passando per le strade che se non son piene di immondizia, sono occupate da “auto-dipendenti cronici” ai parcheggi divenuti ormai terra di conquista senza legge nè regole, agli schiamazzi notturni, per tacere del resto.

Questo è quanto ti senti continuamente ripetere, un remix di invettive a cui spesso (sempre?) non segue alcuna concreta azione se non la sparuta protesta di qualche incallito cultore della civiltà!

Ma dove trova inizio la mala educazione? E sì perché tutto ha un inizio. Ci sarà stato un “primo” che ha cominciato magari, che ne so, vediamo, forse sarà andata cosi: Inventata la prima auto dopo le prime norme per un corretto uso della stessa ci sarà stato il primo che ha deciso che quel giorno gli piaceva non rispettarle più è ha iniziato a parcheggiare sui marciapiedi o dove meglio gli capitava, incurante di divieti e leggi poiché lui poteva, e magari questo era un amico, simpatico, magari un po’ stravagante a cui coloro che gli stava intorno invece di dare una giusta correzione, da cittadini, avranno sorriso compiacenti. Non pensavano, i poveretti, che alla lunga il nostro amico poco educato avrebbe avuto uno stuolo di seguaci e tanti e tali da non poter quasi più porre rimedi alla mala educazione.

Ma il parcheggiatore folle non restò solo. Eh no!! Sarebbe morto di solitudine. E cosi …

E cosi c’è stato il primo che invece di fare i propri bisogni in casa prese l’uso di farlo in spiaggia, magari portando con sè il suo bel cagnone, e cosi una buona ciurma di “invidiosoni” disse: ”e perché noi no?” e così via cumuli di merd… (pardon) ”pu pu” sulle nostre strade, sulle nostre spiagge.

E così ci fu il primo a pensare che arrivare al primo cassonetto vicino casa faceva troppo freddo in inverno e troppo caldo in estate e allora perché non usare il primo angolo come deposito o magari la spiaggia e così fu che molti invidiosi, che non compresero lo stato di “bisogno”, del primo vollero arrogarsi anch’essi di tale diritto

E cosi tanti altri primi a cui seguirono i secondi, terzi e altri altri e altri ancora….

A tutti questi primi nessun buon amico, che sapeva che le leggi erano state fatte per il bene di tutti e per essere rispettate, disse: "guarda ciò non è bene. Non te lo ha insegnato nessuno? Provo a spiegartelo io perché non è bene.” Tutti, o buona parte, pensavano o ad imitare il furbo o al fatto che educare il signor primo non era compito loro.

Purtroppo il signor primo fece numerosi proseliti, i quali fecero di mala educazione costume e legge d’uso nazionale, tanto che a voler rieducare tutti o si mette la gogna (non sia mai!) o si rischia di perder la battaglia.

Alla radice di tutto non vi è quindi l’assenza della legge, ma la mala educazione.

Mi diceva un vecchio amico: «ieri se il prof dava un due in condotta l’alunno aveva paura del genitore che lo avrebbe rimproverato, oggi il prof non da più un due perché ha paura della reazione del genitore; ieri se un anziano dava una sculacciata per una sconcia marachella (marachella?!? ma, come parla questo mio amico, troppo antico e persino troppo educato) il terrore era il resto che sarebbe venuto dai genitori, oggi capita che i ragazzi comodamente smontino un’intera piazzetta al motto: "se qualcuno mi rimprovera dopo faccio venire mio padre e pure i miei zii e se la vedono con loro"» … ora certa è la forzatura del mio amico, ma una società che giustifica in nome di presunta libertà ogni sconcezza come presume di rieducare i suoi ad un maggior rispetto delle cose?


Pur essendo uno che usufruisce e tanto della tecnologia, non mi piace un mondo che per rieducarsi deve avere un occhio elettronico che gli ricordi “questo non si fa”, non mi piace un mondo che deleghi al controllo dell’occhio virtuale l’educazione ed il senso civico. Con l’educazione, la civiltà, la cultura abbiamo attraversato i millenni perché oggi ci si arrende all’idea che per avere ordine tutto deve essere video sorvegliato? Basterebbe appena un po’ di mala educazione in meno. O no?

Ed eccoci al secondo caso che balza liberamente per la testa e lo scioriniamo così come viene.

Ascolto la radio (dalle cuffie) e sento: “La situazione egiziana pone vivissima preoccupazione!” L’uomo importante di turno aveva detto la propria… Uhm, dico io, - vivissima preoccupazione - sì... e poi? (mi ritrovo a parlar da solo bella figura barbina … benedette cuffiette)

Questa vivissima preoccupazione mi è capitata di sentirla più volte per radio, tv, web ma quello che non l’accompagna mai è qualcosa che suoni tipo: “quindi interverremo così” o meglio ancora: “ma abbiamo già i mezzi per porre rimedio”. Sarò più esplicito con un esempio: mi figlio sta per cadere: mi preoccupo vivamente, ergo cerco celermente di impedire che ciò accada. I signori della “vivissima preoccupazione” invece restano fermi sempre a, come direbbero i miei amici romani, “caro amico...”.

Va bene la vivissima preoccupazione, ma il resto? Alt, fermi, non cadiamo in tentazione, signori dotti e sapienti avete ragione voi: ” è politica, alta politica internazionale, cosa ne vorrò capire io?” ( e poi non ho figli!).

Tuttavia, al pensiero libero non si comanda neanche quando esso esprime cose di una semplicità imbarazzante, e allora lui pensa che anche in questa importantissima storia internazionale la mala educazione la faccia da padrona. E sì, perché, senza essere prolissi e andar troppo a fondo alle cose della storia (siam un blog non un’enciclopedia … magari per un approfondimento ci faremo su una bella tavola rotonda!) a questi signori , oltre che depredarli ora dal petrolio, ora delle loro bellezze naturali e ora dai reperti archeologici, no dico, la civilissima Europa cosa ha insegnato loro nei tempi andati? Democrazia, o la legge del più forte? Di cosa ci si stupisce oggi su ciò che accade a quelle latitudini?

I fratelli musulmani vincono le elezioni e provano in maniera politica a far diventare la primavera democratica un po’ più teocratica e meno demo (e questo non solo in Egitto, vedasi Libia, Tunisia… per non parlar di Siria), così accade che i laici si sollevano mentre l’esercito sornione attende. Al momento opportuno interviene perché le istituzioni sono attaccate.

Ora ditemi cosa c’è di diverso oggi rispetto a quanto accaduto ieri con Nasser, con Sadat, con Mubarak per finire ai giorni nostri. Il concetto democratico che hanno imparato a quelle latitudini sembra non poter esulare dalla violenza, proprio questo è il dramma a cui porre rimedio, oltre che vibrare di vivissima preoccupazione. Oltre sessanta anni di storia e altrettanti di vivissime preoccupazioni a che son valse? Sembra a nulla. Ora mi chiedo: non c’è una mala educazione “storica” alla base di tutto quello che noi oggi constatiamo, con giusta e vivissima preoccupazione, non è tutto questo frutto di politiche figlie dell’egoismo e di potere che non diede cultura democratica a questi popoli, ma soltanto oppressione?

Così chiudo con una domanda questi miei piccolissimi pensieri, sempre più persuaso che la mala educazione ci stia ammorbando: ma son piccoli pensieri, che peso volete che abbiano?

Alla prossima…

PS: pensiero extra cosi rubo spazio, anche se a margine, all’amaro pensiero libero. Si è parlato degli eccessi che sembrano prevalere ma è chiaro che non tutto è cosi. Ecco perché uso questo piccolo spazio per mettere in evidenza il bel comportamento dei bagnanti di Pachino che lasciando per un po’ sole ed ombrelloni si son dati da fare volontariamente per aiutare un barcone di immigrati alla deriva proprio davanti alla loro spiaggia.

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