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Pensieri contro mano...

A voler buttar giù un ragionamento che cerchi un filo logico e responsabile, insomma qualcosa che non sia una compilation di sgradevoli invettive, corri sempre il rischio di imbatterti nei tre immancabili saggi accompagnati sempre dall’eroico “me ne frego” di attempata memoria.

I tre più uno, a qualsivoglia discussione che sia fuori dalle loro corde, più o meno si muovono cosi.
Il primo con fare da uomo che le ha viste tutte sbotta “e però cosi tu sei per le larghe intese”.
A lui si aggiunge sempre il secondo, di solito presunto esperto e politologo, che aggiunge: “ma anche comunista” e lì siamo all’apoteosi perché compare un terzo ovvero “il comunista” quello vero, che non manca mai, il quale ovviamente si ribella macché “è un reazionario della destra magari compare dei preti e della chiesa”.
Buon ultimo, ma sempre fiero, il carissimo “me ne frego” che è un po’ come il giapponese a cui nessuno ha detto che la guerra è finita continua a sparare a destra e a manca non si sa mai.

Preoccupato dallo stato delle cose convocai in udienza il libero pensiero, il quale tanta voglia non ne aveva tanto era preso dal primo pomeriggio d’estate che invocavano mare, sdraio e tanta pace. Tuttavia, seppur a mala voglia, il pensiero mi si presentò davanti con quel fare che già a vederlo ti toglie ogni voglia di parlare. Ma tanto e tale era il dilemma che sbottai: “ma cosa ti è saltato in mente!”

Il libero pensiero calò a mezzo naso gli occhiali da sole mi guardo come a dire: “ma sei scemo!!” Ha ragione non vuol sentire la solita solfa in cui la ragione deve dar giustificazione alla follia, questo sempre secondo lui. E cosi taglia corto “quel che ho detto, ho detto se non piace fattene una ragione e comincia anche tu a navigar senza pensiero!”. Ma cosa avrà detto poi... ah, ecco, silenzio, ascoltiamolo:

Il riassunto del libero pensiero:

“se ti va a foco casa ti metti a dissertar sul foco, su come usare l’acqua o cerchi di porre rimedio ad esso?“

“Or dunque se lo foco della nostra italia è il mal governo e li mali governanti, cosa s’attende per porvi rimedio? Lo rude e fantomatico “cavaliero” che sbaragli tutti e senza macchia alcuna ponga rimedio a lo sfacelo? Magari intanto ciò che vi resta son le ceneri della magione. Dunque lo nostro torto è quello di preferir soluzioni a parole vane!”

“Se poi lo “bianco cavaliero” arrivato a la fine della gloriosa pugna omette di combatter e fa rampogna, anzi ricolma d’ insulti li suoi prodi … lasciando a lo suo destino l’altra gente! Che si fa? Si aspetta … o si continua ad accusare inermi lo re che non c’è più?

“noi preferiamo che lo foco sia spento … o almeno che ci si provi”

Questo è il libero pensiero (troppo sole dico io)! Subìta questa perla di presunta “saggezza”, mi arrendo a scrivere due cose sul mio (nostro) blog.

Le larghe intese non vanno bene e in linea di massima son d’accordo, anche io mal le digerisco. Il punto è che la mia ratio non riesce a soffermarsi solo su ciò che non gli piace e preferisce ragionar su cosa, ad un certo punto, si deve fare. Poiché su questo sembra che tutti preferiscono glissare!

Lo sostengo da tempo, anche per esperienza provata, la nostra politica spesso non riesce a produrre nulla di buono non perché son tutti ladri, tutti son fannulloni, né perché manchi di menti ma perché manca il concetto di governo e governare, azione che non può e non deve (dovrebbe) essere sempre ancorato al ritorno di un consenso elettorale. Se consideriamo la martoriata Grecia di Samaras (dove nulla condivido su come è stata gestita dalla Comunità Europea ma questa è un'altra storia) e la più blasonata Inghilterra di Cameron (anche lì avrei qualcosa da ridire) al di là dei disappunti che possiamo avere di certo una cosa la dobbiamo constatare: lì si sono prese delle decisioni in una direzione o nell’altra (condivisibili o meno) cosa che da noi sembra impossibile, stretti come siamo nell’eterno dilemma della coperta corta tirata ora da una parte ora dall’altra.

Eccolo il male nostro, siamo gli eterni insoddisfatti perché eternamente indecisi ed anche un po’ paurosi. Che le forze in campo siano “del fare” o “dell’opporre” sembra non esserci nulla da fare, abbiamo una sola destinazione ostinata e contraria (cit.): contestare, dettare distinguo ed opporsi. Ora, bene che è nella natura dell’uomo una certa vis polemica ma a volte si ha netta la sensazione che si esageri e più che idee si porti avanti un modus vivendi polemico a prescindere. Il punto è che la polemica “tout court” produce poco e nulla se non amabili (?) quanto sterili discussioni.

E intanto per tornare a bomba sulla parodia del libero pensiero che si fa se intanto la casa sta bruciando? Quello che non si comprende è cosa vogliono quelli che non amano le larghe intese, di cui sia chiaro non vado matto neanche io, ma al male che esse possono rappresentare e di cui tanto si disserta quale soluzione si oppone o propone?
Il quadro dello stallo non sto qui a ripeterlo ne abbiamo parlato e scritto a sufficienza. Ma ripeto cosa si doveva fare? Aspettare che crollasse tutto ( ammesso che ancora il rischio non sia insito) e dare le redini del potere all’urlatore stellato che brama il 100%? Ritornare alle urne per avere una situazione analoga o peggio il paese nuovamente in mano a Lega e Pdl?


E ancora, quale proposta di governo alternativa è venuto dalle tanto decantate novità sedute in Parlamento? Cosa si doveva fare di più per chiamarle al senno? Crediamo possibile che tutti si prostrassero a votare una fiducia ad un monocolore a 5 stelle?

Letta governa, o quanto meno ci prova stretto com’è dalla strana maggioranza che più che a governare guarda l’umore della piazza. La sinistra di SEL come la destra di Fratelli d’Italia, per non dir della Lega disapprovano. I ragazzi (per me in gita dalla realtà) del Movimento Cinque Stelle litigano fra di loro e sono vi è più dilaniati dai continui strali del loro guru mediatico. In cambio qualche poltrona istituzionale l’hanno strappata ma del tanto decantato cambiamento non abbiamo visto nulla adducendo a scusa assolutoria ci dicono che:  “noi siamo arrivati ora, non abbiamo colpe. Il nostro è un progetto che tende a rivoluzionare tutto e a prendere tutto” (sì... campa cavallo che l’erba cresce… dico io).

Ed ecco l’altro male nostro: il cambiamento che non sa cosa farsene delle opportunità che gli si pongono perché vuole di più e finisce, quasi sempre, con il non prendere niente. Ma dilemma più drammatico che mi si affaccia alla mente è: ma saprebbero cosa fare questi signori anche con il 100% bulgaro agognato ed eventuale? Io dico di no!

Dato il quadro, data la risposta che sa un po’ del “turiamoci il naso” (e per quanto ancora?) ma tant’è perché una reale alternativa al governo Letta non c’era e questo lo sanno bene tutti e ci vivono bene sia i sostenitori (che fan finta di litigare) e consentitemelo anche gli oppositori (che ringraziano perché la patata bollente non tocca a loro) che ci lucrano consenso e facile demagogia.

Questo detto al netto di tutte le ovvietà che mi si potrebbero obiettare, poiché continuo ad avversare tutto quello che questi ultimi venti anni hanno rappresentato ma non mi arrendo alla logica del tutto è sbagliato ad oltranza poiché è vero, come soleva dire il vecchio Bartali, “l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare” ma poi il vecchio campione inforcava la bici e giù grandi pedalate … e forse questo dovrebbero imparare i nostri politici e politologi di ogni parte ad un certo punto bisogna “pedalare” perché a parlare siam buoni tutti, tutti bravi! La bici è fatica … e si parla poco e si pedala.

Alla prossima …

Pensierino extra : “sono solo canzonette…” cantava il buon Edoardo Bennato e aveva ragione! “Intelligenti pauca”!

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